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Quale casa accogliente. Vivere il mondo come creazione

Quale casa accogliente. Vivere il mondo come creazione

Residuo di un’epoca premoderna? Espressione puramente mitica, priva di significato reale? Ad uno sguardo più attento parlare di creazione – come fanno i cristiani – si rivela invece una potente chiave interpretativa, che illumina il senso del mondo in cui viviamo, casa accogliente da abitare con saggezza e responsabilità. Per scoprire tale densità occorre certo […]

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Sacrosantum. Le peripezie del sacro

Sacrosantum. Le peripezie del sacro

Le problematiche discusse in questo volume intendono riportare l’attenzione sul «nervo scoperto» del sacro. Il dibattito pubblico al riguardo ormai coinvolge un po’ tutti: il mondo laicista del naturalismo scientifico ostile al sacro, la scienza religionista accusata di imporre al mondo un modello religioso impertinente, le chiese cristiane d’occidente malate di etnocentrismo epistemologico sulla religio […]

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Arcipelago Chiesa. A quarant’anni dal Concilio

Arcipelago Chiesa. A quarant’anni dal Concilio

Sono ormai quattro decenni che la Chiesa Cattolica sta attraversando una fase di rapido cambiamento. epocale. Oltre che nella celebrazione della Messa, cambiamenti impressionanti si sono registrati anche in molti altri aspetti, e non sempre per il meglio. Essi possono essere paragonati a un diluvio, se si considera cosa è successo in Europa, un continente […]

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Risorgimento ed Europa. Miti, pericoli, antidoti

Risorgimento ed Europa. Miti, pericoli, antidoti

RecensioneNellintento proclamato di far risorgere lItalia dai suoi quindici secoli di schiavitù (i secoli che corrispondono allera cattolica), i Savoia e i liberali si appropriano dellingente patrimonio che nel corso del tempo la popolazione ha donato alla Chiesa e, per tramite della Chiesa, ai poveri. Gli uomini del Risorgimento rapinano i beni di tutti in […]

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Fine del mondo? O avvento del regno di Maria?

Fine del mondo? O avvento del regno di Maria?

Le incertezze del presente non sono segni della conclusione della storia ma della certa speranza del Regno di Dio per mezzo di Maria. Acquista l’eBook direttamente su: Categoria: Chiesa cattolica romana Brand: Fede & Cultura Edizioni Item Page Detail URL : link

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La liturgia tradizionale. Le ragioni del Motu Proprio sulla messa in latino

La liturgia tradizionale. Le ragioni del Motu Proprio sulla messa in latino

Dopo quasi quarant’anni di ingiustificato ostracismo, Benedetto XVI col motu proprio del 27 luglio 2007 ha liberalizzato l’utilizzo dell’antico messale codificato da San Pio V, ma risalente, nella sua sostanza, all’età apostolica. Un rito carico di storia, di testi straordinari scritti nel corso secoli da poeti, e da santi, arricchito dal canto gregoriano, e da […]

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Libreria del Santo

Pio XII e Alcide De Gasperi

Pio XII e Alcide De Gasperi

Nelle pagine di due verbali custoditi negli Archivi vaticani, la testimonianza di un momento particolare della storia della nostra democrazia e dello scontro tra due protagonisti della scena politica e religiosa.

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Economia francescana

Economia francescana

Il mondo globalizzato sta soffrendo una grave crisi economico-finanziaria che ha condotto sull orlo della bancarotta diversi Paesi occidentali, tra cui l Italia. Molti analisti concordano nell affermare che essa non si configura come una delle tante situazioni critiche congiunturali, frequenti nel sistema capitalistico, ma come una vera e propria crisi strutturale che sembra aver messo in discussione l intero impianto economico e i fondamenti antropologici su cui si reggeva.Il libro documenta l attualità dell importante contributo che i francescani hanno offerto alla riflessione e alla pratica economica nei secoli XIII-XV, svolgendo un ruolo decisivo nella nascita della moderna economia di mercato e arrivando persino a fondare istituzioni finanziarie come i Monti di Pietà. Risulta davvero paradossale ricorda l autore che un contributo così significativo all umanizzazione della nuova economia sia stato dato proprio da coloro che avevano scelto di abbracciare la povertà più radicale. Proprio per questo non si può escludere che le risposte di ieri possano orientare la ricerca di soluzioni da dare ai problemi di oggi.

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Giuseppe Sarto, Vescovo di Mantova

Giuseppe Sarto, Vescovo di Mantova

Il volume tenta di ricostruire al meglio il periodo, una decina danni (dal 1885 al 1894), di permanenza di Giuseppe Sarto a Mantova, quale vescovo di questa diocesi. Cercando di restare ancorati ai documenti mantovani, il testo prova a comprendere in modo più approfondito il percorso di un sacerdote che, da Vescovo, sarebbe diventato addirittura Papa e poi Santo.

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Lo accolse pieno di gioia. Benedizione della famiglia

Lo accolse pieno di gioia. Benedizione della famiglia

Lo accolse pieno di gioia

Benedizione della famiglia

La benedizione pasquale della ‘casa’ è una tradizione antica, rafforzatasi

dopo il concilio di Trento ed è rimasta prassi comune di molte

parrocchie. La società è profondamente cambiata da allora, anche se

non in ugual misura nelle diverse regioni e città italiane.

Secondo le statistiche sociologiche si definiscono cattolici i tre quarti

degli italiani. Il dato ha di che stupire, vista la partecipazione minoritaria all’eucaristia

domenicale. Percorrendo su e giù le scale dei condomini

delle città, suonando i campanelli per chiedere di entrare per la

benedizione pasquale delle famiglie, quel numero diventa, invece, più

concreto e assume contorni più precisi. La maggioranza delle famiglie

accoglie volentieri il sacerdote, si confida, accetta di condividere un

momento di preghiera. Si apre al dialogo e alla confidenza: si rivivono

le tappe della famiglia, l’immigrazione, il lavoro, i figli. La vita civile

delle persone è sempre intrecciata con quella religiosa: il matrimonio, il

battesimo dei bimbi, il dramma della morte. Il crocefisso, le immagini

mariane, l’immancabile padre Pio appesi al muro, le fotografie di chiese

e riti sul comò, sono i segni esteriori di quella maggioranza, sensibile

alla religione (civile) ma poco decisa nell’adesione

chiara e coerente alla fede cristiana.

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Il Vangelo senza moneta

Il Vangelo senza moneta

«Scrittori di Scrittura» è un progetto che presenta al pubblico le opere di alcuni autori che si sono cimentati nella riscrittura di un brano biblico secondo la propria sensibilità. Ogni volume è corredato della breve introduzione esegetica di un biblista e della traduzione del testo originale dallebraico o dal greco.

Don Quaranta era lesempio di tutto ciò che non andava tra i buoni. Era il principe dei caduti nelle file della parte giusta dunque, linizio di quella sbagliata. E adesso, ventanni dopo, qualche centinaio di milioni dopo, in vecchie lire, ero lì, convinto, abbeverato, sinceramente sorpreso dallaffetto che scaturiva dal suo Vangelo senza moneta. Il male indicato senza sosta quando ero piccolo stava curando il male che ero diventato, diventando grande.

Effatà Editrice pubblica libri di qualità dal 1995, con lo stesso spirito si occupa di editoria digitale: eBook D.O.C. pensati per chi ama i libri. Il testo di questo eBook è stato completamente riadattato alla lettura digitale con l’aggiunta di link per una rapida navigazione.

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Quale fede per sposarsi in chiesa?

Quale fede per sposarsi in chiesa?

Il volume affronta il rapporto tra fede e sacramento del matrimonio dal punto di vista teologico-pastorale. Il tema viene indagato partendo da due dati macroscopicamente in contraddizione tra loro: da un lato, la coscienza diffusa tra le persone, cattoliche o no, che per «sposarsi in Chiesa» bisogna credere e dunque aver fede in ciò che la comunità dei credenti professa; dall altro, l attuale normativa e prassi ecclesiastica che non considerano la fede un elemento indispensabile alla valida celebrazione del matrimonio.Il volume, ispirato a criteri di chiarezza sia nei contenuti che nello stile, propone una riflessione provocatoria sul sacramento del matrimonio in cui anche i non «addetti ai lavori» possono ritrovarsi.

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InMondadori

Camminare con Gesù. Il cuore della vita cristiana

Camminare con Gesù. Il cuore della vita cristiana

Jorge Bergoglio (Papa Francesco)Ebook | San Paolo Edizioni | 2014Disponibile per il download Prezzo di copertina: 6,99 €

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Talmùd babilonese

Talmùd babilonese

AA.VV. Artisti VariEbook | Utet | 2014Disponibile per il download Prezzo di copertina: 4,99 €

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Cercando Dio a modo mio

Cercando Dio a modo mio

Gianni MonduzziEbook | Guaraldi | 2014Disponibile per il download Prezzo di copertina: 2,99 €

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Le donne di Gesù. Figure femminili del Nuovo Testamento

Le donne di Gesù. Figure femminili del Nuovo Testamento

Eguez Maria LuisaEbook | Edizioni Messaggero Padova | 2014Disponibile per il download Prezzo di copertina: 7 €

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Come un girasole – Ermes Ronchi

Come un girasole – Ermes Ronchi

Ermes RonchiEbook | Edizioni Messaggero Padova | 2014Disponibile per il download Prezzo di copertina: 4,9 €

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Commento alla 1ª Lettera di Giovanni

Commento alla 1ª Lettera di Giovanni

Agostino (Sant’)
Ebook | Città Nuova | 2014
Disponibile per il download
Prezzo di copertina: 4,2 €

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Papa Francesco questa economia uccide – Giacomo Galeazzi & Andrea Tornielli

Papa Francesco questa economia uccide – Giacomo Galeazzi & Andrea Tornielli

"Marxista io? No, ma ne conosco tanti che sono brave persone". "Attenzione alla finanza selvaggia. Il denaro serve, non governa". "No a modelli di economia disumana". Questo papa "parla troppo dei poveri!". Questo papa latinoamericano "non capisce granché di economia". Questo papa venuto dalla fine del mondo "demonizza il capitalismo". Sono bastate poche frasi del pontefice "contro l'economia che uccide" per bollarlo come "papa marxista". Che a fare certi commenti siano editorialisti di quotidiani finanziari, o esponenti di movimenti come il "Tea Party" americano, non deve probabilmente sorprendere. Molto più sorprendente, invece, è che siano stati condivisi anche da alcuni settori del mondo cattolico, dal momento che, come mostrano Tornielli e Galeazzi, vaticanisti fra i più accreditati nel panorama internazionale, alla base dei ragionamenti di Bergoglio non c'è che la radicalità evangelica dei Padri della Chiesa. Delle disuguaglianze sociali e dei poveri è ammesso parlare, a patto che lo si faccia di rado. Un po' di carità e un pizzico di filantropia, conditi da buoni sentimenti, vanno bene, mettono a posto la coscienza. Basta non esagerare. Basta, soprattutto, non azzardarsi a mettere in discussione il "sistema". Un sistema che, anche in molti ambienti cattolici, rappresenterebbe il migliore dei mondi possibili, perché – come ripetono senza sosta le cosiddette "teorie giuste" – più i ricchi si arricchiscono meglio va la vita dei poveri. Ma il fatto è che il sistema non funziona, e oggi viene messo in discussione da un papa che in questo libro propone una riflessione sul rapporto fra economia e Vangelo. Temi che troveranno spazio anche nella sua prossima enciclica.

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L’anticristo – Diego Manetti & Livio Fanzaga

L’anticristo – Diego Manetti & Livio Fanzaga

Il tema dell'anticristo è centrale nella visione cristiana della storia. Fin dal principio, l'angelo ribelle maledetto da Dio si oppose al Creatore per distruggere il progetto originario dell'Eden. Come ha acutamente notato papa Francesco, non si può passare sotto silenzio l'agire del demonio col pretesto che la Bibbia ne parli poco, dal momento che, invece, la Sacra Scrittura si apre con il serpente della Genesi e si chiude con la sconfitta del drago infernale dell'Apocalisse. Satana è un protagonista di primo piano della storia biblica, al punto che anche la vicenda terrena di Gesù comincia con le tentazioni di satana nel deserto, si dipana attraverso le battaglie di liberazione di tanti indemoniati, fino alla condanna nel fuoco della Geenna per coloro che non obbediscono al comandamento dell'amore. In questa lucida riflessione sul Male e il Maligno, padre Livio compie un viaggio nelle Scritture sacre e – attraverso la filigrana dell'Antico e del Nuovo Testamento – mette in luce i pericoli che minacciano oggi più di ieri il futuro dell'umanità. Un'umanità che negando l'esistenza del diavolo ha ceduto alle sue più subdole tentazioni: potere, denaro, menzogna. Siamo ormai nel vivo della battaglia escatologica fra la "Donna vestita di sole" e il "principe di questo mondo", ma il Male non prevarrà.

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Vita di Gesù – Ernest Renan

Vita di Gesù – Ernest Renan

Alla sua pubblicazione nel 1863 in Francia questa Vita di Gesù suscitò accese discussioni, scalpore e scandalo fino al punto di costare al suo autore la perdita della cattedra universitaria al Collège de France. La tesi sostenuta, rivoluzionaria ed “eretica” per l’epoca, era quella di considerare la figura di Gesù come un personaggio storico e sotto una luce umana e terrena. L’autore esamina pertanto la nascita, la predicazione e la morte del Cristo con lo sguardo, sempre partecipe e appassionato, dello storico e del filologo attento ai fatti e alle fonti. Concepita come parte centrale di una più ampia e successiva Storia delle origini del Cristianesimo, laVita di Gesù conobbe un grandissimo successo di pubblico diffondendo in pochi mesi sessantamila copie e superando nelle vendite persino Madame Bovary. «Gesù nacque a Nazareth, piccola città della Galilea, che prima di lui non ebbe celebrità. In tutta la sua vita egli fu designato col nome di «Nazareno».»

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Exodus. Il testamento perduto – David Rohl

Exodus. Il testamento perduto – David Rohl

In uscita al cinema il nuovo kolossal biblico di Ridley Scott  EXODUS: DEI E RE Dall'Eden all'esilio: cinquemila anni di storia del popolo biblico Salvato dalla strage dei figli maschi ebrei voluta dal faraone, affidato alle acque del Nilo e allevato proprio a quella corte che avrebbe umiliato con la sua ribellione. Il salvatore, l’eroe che liberò la sua gente dalla schiavitù, l’uomo che osò sfidare l’ira del faraone e guidare il popolo ebraico nell’esodo verso la Terra Promessa: così la Bibbia ci racconta la figura di Mosè. Ma quanta parte di verità storica è contenuta in questa narrazione? David Rohl – egittologo e storico di fama internazionale – ha analizzato la vicenda dell’esodo e gli altri avvenimenti citati nell’Antico Testamento, confrontando evidenze archeologiche e documenti storici con la lettera delle Sacre Scritture, per rintracciare ogni possibile aderenza con gli eventi realmente accaduti. Il risultato è un’opera insieme avvincente e sorprendente, che consente di ricostruire in modo del tutto nuovo le vicissitudini degli Israeliti e del loro Dio, Yahweh, dalla cacciata dall’Eden all’Esodo, dalla caduta di Gerusalemme all’esilio in Babilonia. Un’opera imponente, di grande ambizione storica, curatissima nei dettagli e nel presentare un’enorme mole di prove, un saggio che mette molti fatti in una luce nuova e inedita, una lettura intrigante per chiunque voglia approfondire i misteri biblici, non solo dal punto di vista teologico-letterario, ma anche e soprattutto dal punto di vista storico ed etnico. Una rigorosa ricostruzione storica degli eventi narrati nella Bibbia L’Eden, Noè e il diluvio universale, Abramo, Giuseppe, la schiavitù in Egitto, Mosè e l’esodo, Giosuè e la conquista, Saul e la rivolta degli ebrei, Davide il re guerriero, Salomone, lo scisma e l’esilio. «È straordinario il modo in cui David Rohl raccoglie le prove in un insieme coerente per formare una storia magnifica, la prima di tutte le storie, per la prima volta.»  Sunday Times «Quando parla di esplorazioni David Rohl fa apparire Indiana Jones un principiante… Rohl è l’egittologo britannico di maggior spicco.»  Daily Express

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Scritture, Alleanza e Popolo di Dio – Massimo Grilli

Scritture, Alleanza e Popolo di Dio – Massimo Grilli

Quando si apre la Bibbia cristiana ci si trova di fronte all'unico e insondabile progetto salvifico di Dio articolato in due parti: Antico e Nuovo Testamento. Fino all'avvento di Gesù – o, meglio, fino al II secolo d.C. – esistevano solo le Scritture ebraiche. Gli eventi di cui fu protagonista Gesù stesso e i primi passi della Chiesa nascente furono letti e interpretati alla luce della Bibbia di Israele e, anche quando si cominciarono a ritenere «sacri» i Vangeli e altri scritti del Nuovo Testamento, le Scritture di Israele furono sempre ritenute parte integrante della Bibbia cristiana, testimonianza dell'azione salvifica di Dio a favore di Israele e di tutti i popoli della terra. L'unità dei due Testamenti è, dunque, sin dal principio, un aspetto fondamentale della fede cristiana, anche se il rapporto tra le due parti ha conosciuto diverse interpretazioni, con risvolti e implicazioni di varia natura, non esclusi fraintendimenti gravi che hanno segnato negativamente non solo i rapporti tra ebrei e cristiani, ma anche la verità e l'autenticità della fede. Il volume prende in esame tre questioni che sono all'origine del difficile rapporto tra Antico e Nuovo Testamento: l'intreccio che intercorre tra Scritture, Alleanza e Popolo di Dio; Cristo come «compimento» delle Scritture; l'ermeneutica delle Scritture ebraiche a partire da Cristo.

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Il conclave. Storia e segreti – Giancarlo Zizola

Il conclave. Storia e segreti – Giancarlo Zizola

L'elezione papale da San Pietro a oggi L'elezione papale è un istituto millenario, ma si è svolta con sistemi assai diversi attraverso i secoli. Originariamente funzionante nei modi di una democrazia diretta, con l'elezione del vescovo di Roma da parte del clero e del popolo, negli ultimi otto secoli è divenuta prerogativa dei soli cardinali, allontanandosi dall'antica prassi partecipativa. Questo racconto storico di Zizola ne ripercorre la lunga evoluzione e si arricchisce di particolari inediti con i conclavi del XX secolo, dai quali emergono le figure gigantesche dei papi.

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Riviste

I Quaderni di Scienza

I Quaderni di Scienza

EDITORIALE

di Paola Ricci Sindoni e Paolo Marchionni

 Amore & Vita: è questo il binomio che fa da filo conduttore a tutto il Quaderno che qui andiamo a presentare. Nel tema che viene affrontato nel presente Quaderno è contenuta la sfida che l’Associazione Scienza & Vita sente propria, e cioè la sfida educativa, quella che coinvolge la responsabilità e la lungimiranza di una scelta di campo in favore della persona, della relazione interpersonale, delle scelte e delle prospettive esistenziali. Una scelta di campo che, nell’impegno culturale dell’Associazione, ha determinato la convinzione di poter offrire uno spazio di riflessione, di confronto e di dibattito culturale e scientifico in tema di affettività e sessualità. Per l’Associazione Scienza & Vita è significato in qualche modo partire dalle “premesse” piuttosto che dal consolidato terreno esperienziale scientifico: non è la prima volta, infatti, che vengono affrontate questioni attinenti le problematiche relative all’esperienza ed al vissuto umano intorno alla sessualità, ma in questo caso la scelta è caduta su una comprensione pre-scientifica, ovvero su una questione che precede l’osservazione scientifica: la questione educativa. L’occasione è stata il XII Convegno Nazionale e XIV Incontro con le Associazioni locali tenutosi a Roma lo scorso 23-24 maggio 2014. Il titolo del Convegno – Amore & Vita. Questioni di cuore e di ragione – è accompagnato, significativamente, da un sottotitolo: Tracce per un percorso formativo all’affettività e alla sessualità, che rinvia senza alcuna esitazione ad un percorso di tipo appunto formativo, e quindi educativo. Si tratta di un percorso appena visibile in “tracce”, dunque non ancora esplicitato in ogni suo dettaglio, che consente pertanto una sua modulazione ed una graduale definizione a partire da esperienze concrete. Il Quaderno raccoglie il materiale prezioso che è il frutto di due giornate di lavoro intenso, partecipato, talora anche faticosamente, che ha visto – questa volta in maniera ancora più decisa – la presenza ed il coinvolgimento di giovani, provenienti da varie Associazioni locali. Il Convegno si è dipanato tra lavori in assemblea plenaria ed attività in gruppi di studio. Le relazioni introduttive al Convegno, riportate nella prima sezione del Quaderno, attengono le questioni di fondo: così Paola Ricci Sindoni, presidente dell’Associazione, nell’introduzione ai lavori ha sottolineato l’esigenza – nel tempo presente – di definire l’Amore in maniera dialogica: “In questo scenario si rivela l’amore, che è offerta radicale di sé, avvento senza rimpianto, accoglienza radicale dell’altro, inizio di amore perché a ciascuno incombe l’urgenza di iniziare ad amare. Si deve ricordare, al riguardo, che la forma centrale e conduttrice dell’amore è quella in cui un io che ama è legato a un tu che viene amato”. L’intervento successivo di Mons. Nunzio Galantino, Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, ha contribuito a rendere evidente l’attenzione con la quale la tematica è ben presente ai Vescovi italiani: dal suo intervento è venuto un invito “ad abitare in maniera consapevole e responsabile, anche dal punto di vista culturale, il complesso mondo nel quale viviamo senza farci spaventare, ma nemmeno ingaggiando battaglie da retroguardia”. L’impegno al quale siamo stati ri-chiamati è infatti un impegno di primissima linea, “per superare sia il grande progetto di decentramento della persona umana messo in atto dalle scienze umane, sia la perdita di fondamento che caratterizza gran parte delle antropologie contemporanee, [che] consiste nel riguadagnare in maniera radicale una concezione unitaria dell’uomo”. L’amore-relazione è l’oggetto degli interventi successivi: Gianfranco Ricci, psicoterapeuta, si rifà alla base antropologica e valoriale che sostiene le dinamiche psicologiche del nostro bisogno di amare e di essere amati, al bisogno di formare legami che durano, nonostante le trappole continue che si insinuano nelle trame del desiderio. Trappole che oggi sono riassumibili nell’ideologia che va sotto il nome di gender, là dove la visione dell’uomo come essere-in-relazione si sostituisce a una visione in cui “I diritti dell’individuo vengono sempre più ad anteporsi a quelli della collettività. Così pochi si accorgono dello smantellamento in atto dell’istituto della famiglia, ultimo baluardo che resiste alla generale omologazione sociale”.  Bruno Mozzanega, ginecologo e ricercatore universitario, ha ripercorso la tematica dell’amore-relazione attraverso la proposta delle conoscenze scientifiche sulla generazione umana, consapevole del fatto che “manca nella popolazione la conoscenza della fisiologia riproduttiva”, la quale esprime nello stesso tempo la bellezza e il prodigio di un nuovo concepimento: “è […] prodigioso quel che avviene proprio all’inizio della vita, nel momento stesso del concepimento: la prima cellula, ancor prima che si compia la prima duplicazione, produce sostanze che sono dei veri e propri messaggeri biologici il cui compito è segnalare all’organismo della madre che questa cellula particolare non deve essere respinta”.  Sulle suggestioni delle prime relazioni in assemblea plenaria si sono poi dipanati i lavori dei gruppi di studio:  Gruppo 1: Non è questione di pillole. Più amore e conoscenza del proprio corpo. Gruppo 2: Io Tarzan, tu Jane: ancora possibile? Identità sessuale e gender. Gruppo 3: Fatti per amare. Antropologia dell’amore. Gruppo 4: Baciami, stupido! Dinamiche psicologiche delle relazioni affettive. Delle tematiche affrontate nel Gruppo 1 dà qui conto il contributo di Emanuela Lulli e Paolo Marchionni, nel quale viene ripercorso l’itinerario – proposto ai giovani partecipanti – volto a focalizzare l’attenzione sui cosiddetti “metodi naturali di regolazione della fertilità”, per promuovere nel contempo una visione della sessualità centrata sulla relazionalità e contestualmente sulla responsabilità condivisa della paternità e della maternità che non mortifichi la relazione di coppia né la dignità del corpo, soprattutto quello femminile, e sia contemporaneamente in grado di educare all’Amore e di aiutare nelle scelte legate alla procreazione. La sintesi delle tematiche affrontate nel Gruppo 2 è affidata al contributo di Massimo Gandolfini e Chiara Atzori i quali, ripercorrendo le recenti vicende legate al tema dell’identità sessuale della persona umana, ritengono “indispensabile fare chiarezza, partendo proprio dai termini e dalle parole utilizzate”, dato che “la cosiddetta ‘teoria di genere’ è uscita dalla nicchia accademica ed ha invaso la scena giuridica internazionale, coinvolgendo intere società nazionali in un lavoro di ristrutturazione secondo schemi antropologici inediti, […] a fronte di una sorta di ‘pensiero unico’ che pretende di imporsi per via amministrativa, legislativa, mediatica, e secondo il quale l’identità umana deve essere ‘rifondata’ a partire dalla sua struttura più profonda, affettiva-sessuale”. Nel Gruppo 3 sono state analizzate le fondamenta antropologiche dell’Amore, a partire dalla convinzione – espressa nel contributo di Chiara Mantovani – che “non sarà allora inutile il piccolo sforzo di balbettare qualcosa sulla persona umana e sull’amore, sulla loro connessione profonda nella sessualità umana, qualcosa che possa essere detto e ragionato soprattutto per e con i giovani, spesso più bendisposti allo sforzo di capire perché più acutamente sensibili all’esigenza di capirsi; qualcosa che possa costituire una scaletta da utilizzare e uno strumento da usare, più che un manuale da imparare. Perché non esiste nulla più dell’amore che vada personalmente e responsabilmente assunto”. Infine il Gruppo 4 si è confrontato con le dinamiche psicologiche delle relazioni affettive, partendo dall’osservazione di una sempre più frequente mercificazione delle relazioni, in un contesto nel quale – ne tratta Daniela Notarfonso – “l’appiattimento della sessualità a sesso e il suo completo svuotamento di senso aprono le porte ad una ricerca quasi ossessiva di ‘esercizio’, con ragazzi che giungono ad avere le loro prime esperienze nei bagni della scuola o di qualche discoteca che, per i più piccoli, prevede spettacoli pomeridiani, più rassicuranti per i genitori ma non meno invadenti”.  Risulta invece “necessario approfondire le dinamiche psico-emotive legate all’innamoramento e all’amore, che non è solo intimità e passione, ma anche impegno: da quanto queste tre dimensioni si intersecano e sono presenti in una relazione, che può andare dalla semplice infatuazione ad un rapporto stabile e “per la vita”, dipende la qualità e la profondità di un amore”. Nell’intervento conclusivo della prima parte del Quaderno (ed anche del Convegno), Domenico Coviello, co-presidente nazionale di Scienza & Vita, sottolinea che il Consiglio Esecutivo nazionale si impegnerà a raccogliere “tutti i suggerimenti pervenuti […] [per] tradurli in opportune azioni dirette o di supporto tramite sussidi che evidenzino il valore universale e aconfessionale dei principi che sono alla base del valore della natura umana, dall’inizio della vita, nel suo procedere tramite la famiglia fino al compimento della nostra stessa vita su questa terra”. La seconda giornata del Convegno ha visto la prosecuzione dei lavori di gruppo e, al termine, la proposta in assemblea plenaria delle sintesi di tali lavori, unitamente alla comunicazione di esperienze. Di tali esperienze, e di altre riflessioni suscitate nelle settimane successive, diamo conto nella parte del Quaderno dedicata a “La voce dei giovani”. Così Maria Letizia Bosio, dell’Associazione Scienza & Vita di Genova, ci racconta l’esperienza di libertà nel dono di sé a partire dalla propria vita e dalla propria relazione affettiva di fidanzamento, nella quale il rispetto reciproco e l’attesa dell’unione sessuale diventano essi stessi un dono: “dono che solo grazie a Dio possiamo e potremo preservare nonostante i nostri istinti”. Giovanna Costanzo, di Scienza & Vita Messina, ripercorrendo la storia d’amore raccontata da Gabriel García Marquez in L’amore ai tempi del colera, ci ricorda come sia necessario rintracciare un filo, forse da tempo interrotto: quello dell’esigenza di raccontare il proprio sentire e il proprio mondo emotivo fra generazioni differenti e che si pensava distanti. Davide3, di Brescia, ci racconta la sua vicenda personale ed umana di giovane omosessuale che, dopo esperienze travagliate e faticose (“Per anni mi sono chiesto se fosse davvero tutto qui, se il mio destino fosse quello di accontentarmi delle briciole e lasciare che la mia vita scorresse via veloce, un po’ così, senza un senso, passeggiando tra la gente come una ‘spugna secca’ in attesa di essere ‘imbevuto di un po’ di vita’”), scopre l’amore di Dio: “qualcosa di grande, incommensurabile, ineguagliabile, così totalizzante da essere quasi commovente!”. E prosegue ancora: “vorrei dire quale dono è stato per me vivere nella castità questi ultimi sei mesi, e soprattutto quanto sia gratificante sentire che Dio ha scelto proprio me per testimoniare la bellezza di questo regalo”. Eleonora Lattaruolo, di Cerignola, riflette su come i genitori possono coadiuvare i figli nella formazione della loro identità e della loro personalità, portando l’esperienza dei suoi 17 anni.  Ed ancora, Caterina Marra, dell’Associazione locale di Sant’Alessio in Aspromonte, ci ricorda una delle esigenze fondamentali dei giovani: trovare adulti disposti ad ascoltarli e ad accompagnarli nel cammino verso l’Amore, quell’amore che è purezza, bellezza e gioia, dono, tesoro da curare e preservare. L’intervento di Benedetta Falci e Jessica Pirrello, di Castelfiorentino, racconta l’esperienza di un gruppo di giovani che ha deciso di mettere “in scena” sottoforma di drammatizzazione teatrale una riflessione sul tema dell’ideologia gender, con lo scopo di lanciare un messaggio chiaro: “Noi giovani sentiamo l’esigenza non solo di studiare e capire i termini di questioni così fondamentali per la vita personale e sociale, ma anche di poterci inserire nel dibattito pubblico attraverso varie modalità […] Maschi e femmine sono diversi e proprio in questa diversità sta la bellezza di un incontro e la possibilità di una crescita per tutti”. La terza parte del Quaderno, “Educazione e Sessualità: esperienze e metodi”, propone appunto diverse esperienze di approccio educativo ai temi della sessualità umana, in qualche modo complementari: l’esperienza di Teen STAR, raccontata da Donatella Mansi, presidente per l’Italia, e la conoscenza della propria fertilità attraverso i cosiddetti metodi naturali di regolazione della fertilità, proposta da Paola Pellicanò, presidente del Coordinamento Nazionale Insegnanti Metodo Billings. Anche l’intervento di Augusto Paganuzzi sul “ruolo del medico nell’educazione sessuale” si inserisce nel percorso di tipo educativo, e non soltanto informativo, proposto durante i lavori di gruppo, richiamando la necessità “non solo di trasmettere nozioni, più o meno esatte, di tipo biologico-sanitario, ma anche di far scoprire ai giovani i valori antropologici, esistenziali, impliciti nella sessualità umana stessa. Il che significa: in grado di sviluppare un ragionamento anche sui suoi aspetti psicologici, affettivi, etici, che, in campo educativo, relativamente alla sessualità, sono una necessità assoluta”. Chiude il Quaderno la consueta e sempre vivace rubrica “Lingua e Antilingua”, in cui Pier Giorgio Liverani ci guida attraverso la suggestione per la quale Amore e Vita, parole centrali del Convegno e, dunque, del Quaderno, sono forse considerate anti-parole: “parole dette per non dire quello che si ha paura di dire”. L’Antilingua – ci ricorda – “è tutt’altro che un gioco di parole o una tattica politica. È piuttosto un piano per demolire il castello dell’etica con tutte le sue torri. Il suo fine è la cancellazione delle parole-verità […], la confusione delle menti, l’abolizione di ogni norma morale, la piena realizzazione dell’autodeterminazione, costruire tante etiche ad personam, legalizzare il proprio comodo”. Crediamo che anche questo Quaderno sarà accolto con l’attenzione e la stima che hanno accolto finora le precedenti fatiche della produzione scientifica di Scienza & Vita. Siamo consapevoli che la scelta del tema e la trattazione che esce da queste pagine non si allineano con quel “pensiero unico” la cui dittatura oggi si manifesta in forme contemporaneamente subdole e anche palesi, quella dittatura contro la quale papa Francesco anche di recente4 ha invitato a vigilare: “Oggi si deve pensare così e se tu non pensi così, non sei moderno, non sei aperto o peggio. Anche oggi c’è la dittatura del pensiero unico e questa dittatura è la stessa di questa gente: prende le pietre per lapidare la libertà dei popoli, la libertà della gente, la libertà delle coscienze, il rapporto della gente con Dio”. È la dittatura del pensiero unico che si accanisce contro l’idea di famiglia, che ipotizza varie tipologie di famiglie, che considera indifferente la presenza della diversità sessuale nella relazione familiare.

Ma – come ha affermato di recente il card. Bagnasco nella prolusione all’Assemblea Generale dei Vescovi Italiani riuniti ad Assisi dal 10 al 13 novembre 2014 – “è irresponsabile indebolire la famiglia, creando nuove figure – seppure con distinguo pretestuosi che hanno l’unico scopo di confondere la gente e di essere una specie di cavallo di troia di classica memoria – per scalzare culturalmente e socialmente il nucleo portante della persona e dell’umano. L’amore non è solo sentimento […] è decisione; i figli non sono oggetti né da produrre né da pretendere o contendere, non sono a servizio dei desideri degli adulti: sono i soggetti più deboli e delicati, hanno diritto a un papà e a una mamma”5. Così ci sentiamo ancora più confortati ed incoraggiati nel cammino intrapreso e nell’impegno preso in occasione del Convegno del maggio scorso: assumere l’onere di contribuire – con strumenti idonei – alla chiarificazione nel dibattito pubblico del valore di un’antropologia basata sulla persona come essere-in-relazione e contemporaneamente alla formazione delle giovani generazioni, cui consegnare il messaggio di Amore e Vita come fondamenti sui quali poggiare un solido legame generativo.

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Rivista Liturgica

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Editoriale

Il 1o gennaio del 2013 è stato ricordato, sia pur in sordina, il terzo centenario della morte del cardinale Giuseppe Maria Tomasi (1649-1713), il santo patrono dei liturgisti («Ecclesiae lumen – Theatinorum honor – Siciliae decus»: questi i titoli nella medaglia commemorativa coniata in occasione della canonizzazione, il 12 ottobre 1986). La sua opera è ampiamente conosciuta. A lui si deve, in particolare, la prima edizione a stampa dei Sacramentari apparsa nel 1680. Dopo di lui saranno predisposte numerose altre edizioni e lo sviluppo della conoscenza delle fonti liturgiche diventerà sempre più ampio tanto da costituire una «pagina» essenziale all’interno del movimento liturgico e, di conseguenza, in ciò che esso ha poi prodotto in seguito alla Sacrosanctum Concilium.La riforma liturgica promossa dal Vaticano II è stata resa possibile soprattutto per aver avuto a disposizione una tale quantità di fonti da permettere di conoscere meglio la traditio Ecclesiae in re liturgica. Ne è scaturita la più grande riforma che la Chiesa abbia mai conosciuto in ordine alle forme del suo culto. In tempi recenti, in seguito al «motu proprio» Summorum Pontificum, il rapporto fra traditio et progressio ha assunto una dialettica piuttosto accesa, determinata più da elementi a priori che non da una corretta conoscenza della stessa traditio. L’aver poi collocato spesso tale dialettica in una così detta «ermeneutica della continuità» ha comportato prese di posizione che richiedono un più attento confronto con la storia e un più profondo rispetto per la stessa ermeneutica.

1. Un servizio alla storia e all’oggiNel contesto del culto è rischioso affermare: «Si è sempre fatto così». Parole simili in ordine all’ordo Missae denotano poca conoscenza della storia. E il discorso si potrebbe allargare a tutto ciò che costituisce il patrimonio di testi con cui lungo il tempo le varie Chiese si sono espresse nel pubblico culto.La conoscenza delle fonti passa ovviamente attraverso le loro pubblicazioni. Per questo è doveroso prendere atto di ciò che si è realizzato tra il XVII e il XX secolo. Da qui emerge come, ad esempio, la così detta «riforma tridentina», a cominciare dal Breviarium e dal Missale, si sia svolta con alacrità lavorando sui testi allora in uso e facendo alcune opportune modifiche, ma nulla più. Più rielaborato sarà il Rituale del 1614. La stessa cosa accadrà con gli altri libri liturgici oggi a disposizione nella collana «Monumenta Liturgica Concilii Tridentini» (LEV 1997-2005).Di fronte al bisogno di percorrere alcune pagine della storia sorgeva ovviamente il dubbio della scelta: quali privilegiare? Studi e ricerche hanno approfondito finora numerosi ambiti; si trattava pertanto di offrire alcuni elementi essenziali sia per tenere alta l’attenzione sulla storia, e sia per cogliere la portata di alcuni capitoli specifici che, ordinariamente, non vengono presi in considerazione.

2. Dagli studi qui raccoltialle novità delle «concordanze»Il presente fascicolo deve essere considerato come un ulteriore contributo a un ideale «manuale» sui libri liturgici. Più volte «Rivista Liturgica» si è interessata del tema sotto prospettive diversificate. Era però doveroso riprendere la tematica per rispondere a ulteriori attese. Tra i tanti contributi che caratterizzano le pagine che seguono ce ne sono due «recuperati» dall’oblio del tempo: la Praefatio al Codex sacramentorum nongentis annis vetustiores del Tomasi; e il testo di Michelini Tocci predisposto in occasione dell’edizione fotostatica del Sacramentario Gelasiano nel 1975. Mentre del primo offriamo la traduzione arricchita da una documentazione essenziale, del secondo è riprodotto il testo in seguito alla graditissima autorizzazione del Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana.Lo studio sui Lezionari al tempo dei Sacramentari Veronese, Gelasiano e Gregoriano sviluppa la serie dei contributi che toccano i libri per il canto, gli Ordines Romani, il contesto dei Padri della Chiesa – contemporanei e talvolta autori di testi dei Sacramentari –, per giungere all’oggi con uno sguardo sul senso teologico delle strutture architettoniche in rapporto alla celebrazione. Nel contesto di questo orizzonte si pone il completamento di una trilogia di Concordanze. Come già evidenziato nel recente passato, la collana «Veterum et Coaevorum Sapientia» (VCS, Libreria Ateneo Salesiano, Roma) ha accolto la Concordantia del Sacramentarium Gregorianum (VCS 7, 2012), quella del Sacramentarium Veronense (VCS 10, 2013), e finalmente quella del Sacramentarium Gelasianum (VCS 11, 2014). L’impegnativo lavoro si è concentrato nell’offrire un testo latino corretto per realizzare una Concordantia che fosse di aiuto sia per accostare meglio il Sacramentario e sia per offrire l’opportunità di confronti con la ricchezza eucologica presente nell’editio typica tertia del Missale Romanum.A questo punto lo studioso di letteratura cristiana antica, l’esperto di filologia, il ricercatore in teologia liturgica può predisporre dell’uso di strumenti che danno il quadro completo e omogeneo relativo alle fonti più importanti della tradizione occidentale. Quando poi sarà possibile predisporre la traduzione in lingua corrente di tutti e tre i Sacramentari allora il confronto con i contenuti della traditio risulterà ancora di più a portata di mano al di là del limite imposto dalla lingua latina. Il progetto è già in progress!

3. DUE APPROFONDIMENTI

I contributi delle due Note – come ben evidenziato nel Sommario – propongono tematiche diverse e pur complementari. Mai era stata offerta una «recensione» dei rotoli liturgici. Il censimento e la rispettiva bibliografia evidenziano una ricchezza di testi che va ben al di là dell’Exsultet, come solitamente si ritiene. E ci auguriamo che la pubblicazione di questa ricerca possa costituire un invito per scoprire nuovi «rotoli».Diversa, anche se propria del canto, è la riflessione attorno al ministero del cantore alle prese con il gregoriano. Il cammino che sta dinanzi consiste soprattutto nel cogliere la dimensione spirituale propria del «gregoriano»: una dimensione che riconduce, attraverso il canto, alla sorgente che l’ha ispirato, la parola di Dio. Educare a questa realtà implica considerare il gregoriano non come una pagina di archeologia, ma come un linguaggio che aiuta a interpretare e ad attualizzare il contenuto della Parola rivelata.

4. Nel ricordo di fedeli servitori della scienza liturgicaIl capitolo della storia comporta automaticamente il ricordo di chi ha lavorato a servizio della ricerca e della pastorale ecclesiale. Se il fascicolo di apre con i lavori di un grande precursore della scienza liturgica e di un ricercatore, le pagine si concludono con il ricordo di tre persone decedute in questo 2014; di una, in particolare, è tracciato il profilo.Venerdì 3 gennaio è passato alla casa del Padre Jean Evenou; le sue esequie sono state celebrate il 6 successivo, nella solennità dell’Epifania. Nato nel 1928 egli ha lavorato – tra l’altro – nel Centro di pastorale liturgica a Parigi dal 1975, e dieci anni dopo (dal 1985 al 2001) presso la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Il ricordo delle sue pubblicazioni e l’affabilità della sua persona, insieme all’acribia dei suoi interventi, costituiscono un prezioso patrimonio per chi ha saputo trarne esempio.L’11 febbraio si è conclusa l’esistenza terrena di mons. Iginio Rogger. Qui è ricordato per tutti i «meriti» che egli si è conquistato nel suo servizio alla scienza liturgica.Infine, il 16 agosto ha terminato il suo lungo percorso di vita Carlo Braga. Era nato il 1o gennaio 1927. La sua vita è legata essenzialmente alla riforma liturgica «piana» e in particolar modo a quella del Vaticano II.

5. Conoscere l’oggi attraverso il passatoCon un’adeguata conoscenza del passato è possibile cogliere più in profondità i valori dell’oggi. I contenuti che caratterizzano gli odierni libri liturgici sono spesso debitori del passato. Testi ripresi integralmente dai più antichi Sacramentari o rielaborati secondo un orizzonte di teologia liturgica che riflette la ricchezza del patrimonio della tradizione più recente: ecco il risultato di un eccezionale lavoro svolto dalla riforma liturgica e giunto ormai alla conclusione.Ed è proprio in questa prospettiva che è possibile ritenere l’attuale Missale come il più «tradizionale» che sia mai esistito; solo questa edizione, infatti, ha saputo raccogliere quello che di meglio e di più prezioso è stato elaborato in passato. Ma il depositum può ancora riservare ampie sorprese qualora si vogliano interpellare altre «pagine» racchiuse nelle fonti liturgiche.Resta ora il percorso altrettanto arduo: quello del rinnovamento liturgico attraverso la conoscenza specifica delle ricchezze racchiuse nei libri liturgici attuali; ricchezze che non sempre riescono a essere percepite a motivo del limite di una traduzione. Non è solo il testo in sé e la sua conoscenza diretta che permette di coglierne l’insieme della ricchezza, ma è il testo proclamato, cantato, ascoltato, accolto, fatto riecheggiare all’interno di una celebrazione… che plasma la vita di preghiera; il testo non è tanto un brano da leggere quanto un’occasione per celebrare il culto in Spirito e verità.

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Il trattato inedito Via de tri dì di fra Antonio da Pontremoli in due codici bolognesi  (337-361)

Il trattato inedito Via de tri dì di fra Antonio da Pontremoli in due codici bolognesi (337-361)

Sommario

This article is intended to provide a codicological and paleographic description of two manuscripts in the Archivio della Beata Caterina at the Archivio Generale Arcivescovile of Bologna. The manuscripts transmit the text of an unpublished treatise of an Observant Franciscan friar, Antonio of Pontremoli, entitled Via de tri dì and dedicated to Sr. Innocenzia Annichini († 1493), one of the first companions of St. Catherine of Bologna (1413-63). According to the author of the article, the origin of the two manuscripts (Bologna and Cremona) and their signatures and notes of possession testify to the contacts and the exchange of books between the Observant Franciscan centres between the fifteenth and sixteenth centuries. The monastery of Corpus Domini in Bologna is recognised as be one of the most important centres of authentic and creative assimilation of the religious and cultural movement of the Franciscan Observance by St. Catherine and her first companions.

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L’Archivio storico della Provincia SS. Nome di Gesù dei frati Minori di Sicilia  (457-481)

L’Archivio storico della Provincia SS. Nome di Gesù dei frati Minori di Sicilia (457-481)

Sommario
The provincial archives of the Franciscan Order, generally speaking, have not received much attention. This is due in part to the unprofessional conservation of the documentary memoria of the Order’s provinces. Furthermore, the number of…

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La Regola del monastero del Santo Sepolcro di Venezia (1517)  (393-426)

La Regola del monastero del Santo Sepolcro di Venezia (1517) (393-426)

Sommario

This article recalls the development of a community of Venetian Franciscan lay women into a monastery of the Third Order Regular. Along with the 1289 Third Order Rule, the sisters followed a set of statutes which in 1517 were officially recognized as their Rule. This Rule was being followed also after 1521, when Leo X issued for the first time a common Rule for the Third Order Regular. The author presents the contents of this 1517 Rule and provides some information on early modern reforms concerning the dowry and economic situation of Venetian female religious communities, an issue fiercely discussed between secular rulers, the Patriarch and Rome. The appendix has the transcription of the Rule of the monastery of the Holy Sepulchre at Venice.

 

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La Riforma: verso una commemorazione comune?

La Riforma: verso una commemorazione comune?

Sommario

Dopo aver accennato alla problematica storica circa l’affissione delle 95 tesi da parte di Lutero, l’articolo presenta una sintesi del documento Dal conflitto alla comunione, frutto del recente dialogo cattolico-luterano, mettendolo a confronto con il documento della chiesa evangelica tedesca (EKD) intitolato Giustificazione e libertà. Ne emergono differenze d’impostazione e discussioni critiche, anche accese, sul contenuto di questo secondo documento, che rendono una commemorazione comune della Riforma più complicata del previsto, ma che resta possibile chiarendo ciò che s’intende commemorare e il modo in cui farlo, con una decisione cosciente che miri a proseguire il cammino intrapreso verso il ristabilimento della piena comunione ecclesiale.

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App

La nuova app (android) del Pontificio Consiglio per la Famiglia

La nuova app (android) del Pontificio Consiglio per la Famiglia

L’applicazione, totalmente gratuita e scaricabile su dispositivo mobile in quattro lingue (italiano, inglese, spagnolo e francese), è strutturata agilmente secondo sezioni tematiche di cui il PCF è da sempre promotore e attento osservatore, come ad esempio la Chiesa, la società, la cultura e le persone. Al suo interno, animato da gallerie video e fotografiche, è […]

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Canti (per l’assemblea liturgica e per la vita delle comunità cristiane)

Canti (per l’assemblea liturgica e per la vita delle comunità cristiane)

Un’applicazione che offre un’ampia selezione di canti per l’assemblea liturgica e per la vita delle comunità cristiane, nelle parrocchie e negli ambienti di vita. La scelta dei brani nasce ed è proposta a partire dall’esperienza di Comunione e Liberazione. Il repertorio spazia dai canti gregoriani alle laude, dai salmi agli inni, alle canzoni della tradizione cristiana […]

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Il Libro delle Ore

Il Libro delle Ore

È l’applicazione della versione cartacea de “Il libro delle ore” edito da Jaca Book per la prima volta nel 1975 e ripubblicato nel 2006. L’applicazione contiene salmi, inni e cantici per la preghiera quotidiana personale e comunitaria. Affidandosi a queste parole, la preghiera cristiana si garantisce “solida ispirazione, sorprendente attualità, respiro universale”.  L’app risponde all’esigenza di avere uno […]

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[Android] App San Francesco

[Android] App San Francesco

La prima App religiosa dedicata a San Francesco di Assisi. Sabato 7 dicembre è stata presentata ad Assisi durante l’inaugurazione della grande mostra internazionale dei presepi della Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola e prima del concerto in onore della Vergine Maria di Fra’ Alessandro Brustenghi, la prima app dedicata a San […]

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App Bibbia CEI

App Bibbia CEI

APP BIBBIA CEI nasce per offrire a tutti una nuova esperienza di lettura della Sacra Bibbia. E’ la prima e unica APP a proporre il testo biblico nella traduzione ufficiale 2008 della Conferenza Episcopale Italiana, completo dell’apparato critico. APP BIBBIA CEI offre accurate funzioni di lettura, navigazione e ricerca.Permette di inserire segnalibri e annotazioni personali su singoli […]

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I Dieci Comandamenti – Anselm Grün

I Dieci Comandamenti – Anselm Grün

Per la prima volta i Dieci Comandamenti spiegati in video dal monaco benedettino Anselm Grün e commentati dai suoi testi interamente leggibili nel tuo iPad e iPhone. Per ciascuno dei Dieci Comandamenti l’applicazione offre un intervento video di Anselm Grün e il testo del suo commento. Un modo nuovo e originale di riscoprire la forze delle […]

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Ultimi 3 libri inseriti

Trattato sulla vita spirituale

Trattato sulla vita spirituale

| 21 gennaio 2015 | 0 Comments

Sergio, medico e filosofo, fu, da semplice laico, un uomo pienamente coinvolto nella vita della propria chiesa locale, la chiesa di Antiochia, come pure un cristiano pieno di sollecitudine per tutte le chiese di Dio. Operò come medico nella città di Resh῾ayna e scrisse e tradusse opere di medicina, filosofia e teologia. Nel presente trattato […]

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I Quaderni di Scienza

I Quaderni di Scienza

| 16 gennaio 2015 | 0 Comments

EDITORIALE

di Paola Ricci Sindoni e Paolo Marchionni

 Amore & Vita: è questo il binomio che fa da filo conduttore a tutto il Quaderno che qui andiamo a presentare. Nel tema che viene affrontato nel presente Quaderno è contenuta la sfida che l’Associazione Scienza & Vita sente propria, e cioè la sfida educativa, quella che coinvolge la responsabilità e la lungimiranza di una scelta di campo in favore della persona, della relazione interpersonale, delle scelte e delle prospettive esistenziali. Una scelta di campo che, nell’impegno culturale dell’Associazione, ha determinato la convinzione di poter offrire uno spazio di riflessione, di confronto e di dibattito culturale e scientifico in tema di affettività e sessualità. Per l’Associazione Scienza & Vita è significato in qualche modo partire dalle “premesse” piuttosto che dal consolidato terreno esperienziale scientifico: non è la prima volta, infatti, che vengono affrontate questioni attinenti le problematiche relative all’esperienza ed al vissuto umano intorno alla sessualità, ma in questo caso la scelta è caduta su una comprensione pre-scientifica, ovvero su una questione che precede l’osservazione scientifica: la questione educativa. L’occasione è stata il XII Convegno Nazionale e XIV Incontro con le Associazioni locali tenutosi a Roma lo scorso 23-24 maggio 2014. Il titolo del Convegno – Amore & Vita. Questioni di cuore e di ragione – è accompagnato, significativamente, da un sottotitolo: Tracce per un percorso formativo all’affettività e alla sessualità, che rinvia senza alcuna esitazione ad un percorso di tipo appunto formativo, e quindi educativo. Si tratta di un percorso appena visibile in “tracce”, dunque non ancora esplicitato in ogni suo dettaglio, che consente pertanto una sua modulazione ed una graduale definizione a partire da esperienze concrete. Il Quaderno raccoglie il materiale prezioso che è il frutto di due giornate di lavoro intenso, partecipato, talora anche faticosamente, che ha visto – questa volta in maniera ancora più decisa – la presenza ed il coinvolgimento di giovani, provenienti da varie Associazioni locali. Il Convegno si è dipanato tra lavori in assemblea plenaria ed attività in gruppi di studio. Le relazioni introduttive al Convegno, riportate nella prima sezione del Quaderno, attengono le questioni di fondo: così Paola Ricci Sindoni, presidente dell’Associazione, nell’introduzione ai lavori ha sottolineato l’esigenza – nel tempo presente – di definire l’Amore in maniera dialogica: “In questo scenario si rivela l’amore, che è offerta radicale di sé, avvento senza rimpianto, accoglienza radicale dell’altro, inizio di amore perché a ciascuno incombe l’urgenza di iniziare ad amare. Si deve ricordare, al riguardo, che la forma centrale e conduttrice dell’amore è quella in cui un io che ama è legato a un tu che viene amato”. L’intervento successivo di Mons. Nunzio Galantino, Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, ha contribuito a rendere evidente l’attenzione con la quale la tematica è ben presente ai Vescovi italiani: dal suo intervento è venuto un invito “ad abitare in maniera consapevole e responsabile, anche dal punto di vista culturale, il complesso mondo nel quale viviamo senza farci spaventare, ma nemmeno ingaggiando battaglie da retroguardia”. L’impegno al quale siamo stati ri-chiamati è infatti un impegno di primissima linea, “per superare sia il grande progetto di decentramento della persona umana messo in atto dalle scienze umane, sia la perdita di fondamento che caratterizza gran parte delle antropologie contemporanee, [che] consiste nel riguadagnare in maniera radicale una concezione unitaria dell’uomo”. L’amore-relazione è l’oggetto degli interventi successivi: Gianfranco Ricci, psicoterapeuta, si rifà alla base antropologica e valoriale che sostiene le dinamiche psicologiche del nostro bisogno di amare e di essere amati, al bisogno di formare legami che durano, nonostante le trappole continue che si insinuano nelle trame del desiderio. Trappole che oggi sono riassumibili nell’ideologia che va sotto il nome di gender, là dove la visione dell’uomo come essere-in-relazione si sostituisce a una visione in cui “I diritti dell’individuo vengono sempre più ad anteporsi a quelli della collettività. Così pochi si accorgono dello smantellamento in atto dell’istituto della famiglia, ultimo baluardo che resiste alla generale omologazione sociale”.  Bruno Mozzanega, ginecologo e ricercatore universitario, ha ripercorso la tematica dell’amore-relazione attraverso la proposta delle conoscenze scientifiche sulla generazione umana, consapevole del fatto che “manca nella popolazione la conoscenza della fisiologia riproduttiva”, la quale esprime nello stesso tempo la bellezza e il prodigio di un nuovo concepimento: “è […] prodigioso quel che avviene proprio all’inizio della vita, nel momento stesso del concepimento: la prima cellula, ancor prima che si compia la prima duplicazione, produce sostanze che sono dei veri e propri messaggeri biologici il cui compito è segnalare all’organismo della madre che questa cellula particolare non deve essere respinta”.  Sulle suggestioni delle prime relazioni in assemblea plenaria si sono poi dipanati i lavori dei gruppi di studio:  Gruppo 1: Non è questione di pillole. Più amore e conoscenza del proprio corpo. Gruppo 2: Io Tarzan, tu Jane: ancora possibile? Identità sessuale e gender. Gruppo 3: Fatti per amare. Antropologia dell’amore. Gruppo 4: Baciami, stupido! Dinamiche psicologiche delle relazioni affettive. Delle tematiche affrontate nel Gruppo 1 dà qui conto il contributo di Emanuela Lulli e Paolo Marchionni, nel quale viene ripercorso l’itinerario – proposto ai giovani partecipanti – volto a focalizzare l’attenzione sui cosiddetti “metodi naturali di regolazione della fertilità”, per promuovere nel contempo una visione della sessualità centrata sulla relazionalità e contestualmente sulla responsabilità condivisa della paternità e della maternità che non mortifichi la relazione di coppia né la dignità del corpo, soprattutto quello femminile, e sia contemporaneamente in grado di educare all’Amore e di aiutare nelle scelte legate alla procreazione. La sintesi delle tematiche affrontate nel Gruppo 2 è affidata al contributo di Massimo Gandolfini e Chiara Atzori i quali, ripercorrendo le recenti vicende legate al tema dell’identità sessuale della persona umana, ritengono “indispensabile fare chiarezza, partendo proprio dai termini e dalle parole utilizzate”, dato che “la cosiddetta ‘teoria di genere’ è uscita dalla nicchia accademica ed ha invaso la scena giuridica internazionale, coinvolgendo intere società nazionali in un lavoro di ristrutturazione secondo schemi antropologici inediti, […] a fronte di una sorta di ‘pensiero unico’ che pretende di imporsi per via amministrativa, legislativa, mediatica, e secondo il quale l’identità umana deve essere ‘rifondata’ a partire dalla sua struttura più profonda, affettiva-sessuale”. Nel Gruppo 3 sono state analizzate le fondamenta antropologiche dell’Amore, a partire dalla convinzione – espressa nel contributo di Chiara Mantovani – che “non sarà allora inutile il piccolo sforzo di balbettare qualcosa sulla persona umana e sull’amore, sulla loro connessione profonda nella sessualità umana, qualcosa che possa essere detto e ragionato soprattutto per e con i giovani, spesso più bendisposti allo sforzo di capire perché più acutamente sensibili all’esigenza di capirsi; qualcosa che possa costituire una scaletta da utilizzare e uno strumento da usare, più che un manuale da imparare. Perché non esiste nulla più dell’amore che vada personalmente e responsabilmente assunto”. Infine il Gruppo 4 si è confrontato con le dinamiche psicologiche delle relazioni affettive, partendo dall’osservazione di una sempre più frequente mercificazione delle relazioni, in un contesto nel quale – ne tratta Daniela Notarfonso – “l’appiattimento della sessualità a sesso e il suo completo svuotamento di senso aprono le porte ad una ricerca quasi ossessiva di ‘esercizio’, con ragazzi che giungono ad avere le loro prime esperienze nei bagni della scuola o di qualche discoteca che, per i più piccoli, prevede spettacoli pomeridiani, più rassicuranti per i genitori ma non meno invadenti”.  Risulta invece “necessario approfondire le dinamiche psico-emotive legate all’innamoramento e all’amore, che non è solo intimità e passione, ma anche impegno: da quanto queste tre dimensioni si intersecano e sono presenti in una relazione, che può andare dalla semplice infatuazione ad un rapporto stabile e “per la vita”, dipende la qualità e la profondità di un amore”. Nell’intervento conclusivo della prima parte del Quaderno (ed anche del Convegno), Domenico Coviello, co-presidente nazionale di Scienza & Vita, sottolinea che il Consiglio Esecutivo nazionale si impegnerà a raccogliere “tutti i suggerimenti pervenuti […] [per] tradurli in opportune azioni dirette o di supporto tramite sussidi che evidenzino il valore universale e aconfessionale dei principi che sono alla base del valore della natura umana, dall’inizio della vita, nel suo procedere tramite la famiglia fino al compimento della nostra stessa vita su questa terra”. La seconda giornata del Convegno ha visto la prosecuzione dei lavori di gruppo e, al termine, la proposta in assemblea plenaria delle sintesi di tali lavori, unitamente alla comunicazione di esperienze. Di tali esperienze, e di altre riflessioni suscitate nelle settimane successive, diamo conto nella parte del Quaderno dedicata a “La voce dei giovani”. Così Maria Letizia Bosio, dell’Associazione Scienza & Vita di Genova, ci racconta l’esperienza di libertà nel dono di sé a partire dalla propria vita e dalla propria relazione affettiva di fidanzamento, nella quale il rispetto reciproco e l’attesa dell’unione sessuale diventano essi stessi un dono: “dono che solo grazie a Dio possiamo e potremo preservare nonostante i nostri istinti”. Giovanna Costanzo, di Scienza & Vita Messina, ripercorrendo la storia d’amore raccontata da Gabriel García Marquez in L’amore ai tempi del colera, ci ricorda come sia necessario rintracciare un filo, forse da tempo interrotto: quello dell’esigenza di raccontare il proprio sentire e il proprio mondo emotivo fra generazioni differenti e che si pensava distanti. Davide3, di Brescia, ci racconta la sua vicenda personale ed umana di giovane omosessuale che, dopo esperienze travagliate e faticose (“Per anni mi sono chiesto se fosse davvero tutto qui, se il mio destino fosse quello di accontentarmi delle briciole e lasciare che la mia vita scorresse via veloce, un po’ così, senza un senso, passeggiando tra la gente come una ‘spugna secca’ in attesa di essere ‘imbevuto di un po’ di vita’”), scopre l’amore di Dio: “qualcosa di grande, incommensurabile, ineguagliabile, così totalizzante da essere quasi commovente!”. E prosegue ancora: “vorrei dire quale dono è stato per me vivere nella castità questi ultimi sei mesi, e soprattutto quanto sia gratificante sentire che Dio ha scelto proprio me per testimoniare la bellezza di questo regalo”. Eleonora Lattaruolo, di Cerignola, riflette su come i genitori possono coadiuvare i figli nella formazione della loro identità e della loro personalità, portando l’esperienza dei suoi 17 anni.  Ed ancora, Caterina Marra, dell’Associazione locale di Sant’Alessio in Aspromonte, ci ricorda una delle esigenze fondamentali dei giovani: trovare adulti disposti ad ascoltarli e ad accompagnarli nel cammino verso l’Amore, quell’amore che è purezza, bellezza e gioia, dono, tesoro da curare e preservare. L’intervento di Benedetta Falci e Jessica Pirrello, di Castelfiorentino, racconta l’esperienza di un gruppo di giovani che ha deciso di mettere “in scena” sottoforma di drammatizzazione teatrale una riflessione sul tema dell’ideologia gender, con lo scopo di lanciare un messaggio chiaro: “Noi giovani sentiamo l’esigenza non solo di studiare e capire i termini di questioni così fondamentali per la vita personale e sociale, ma anche di poterci inserire nel dibattito pubblico attraverso varie modalità […] Maschi e femmine sono diversi e proprio in questa diversità sta la bellezza di un incontro e la possibilità di una crescita per tutti”. La terza parte del Quaderno, “Educazione e Sessualità: esperienze e metodi”, propone appunto diverse esperienze di approccio educativo ai temi della sessualità umana, in qualche modo complementari: l’esperienza di Teen STAR, raccontata da Donatella Mansi, presidente per l’Italia, e la conoscenza della propria fertilità attraverso i cosiddetti metodi naturali di regolazione della fertilità, proposta da Paola Pellicanò, presidente del Coordinamento Nazionale Insegnanti Metodo Billings. Anche l’intervento di Augusto Paganuzzi sul “ruolo del medico nell’educazione sessuale” si inserisce nel percorso di tipo educativo, e non soltanto informativo, proposto durante i lavori di gruppo, richiamando la necessità “non solo di trasmettere nozioni, più o meno esatte, di tipo biologico-sanitario, ma anche di far scoprire ai giovani i valori antropologici, esistenziali, impliciti nella sessualità umana stessa. Il che significa: in grado di sviluppare un ragionamento anche sui suoi aspetti psicologici, affettivi, etici, che, in campo educativo, relativamente alla sessualità, sono una necessità assoluta”. Chiude il Quaderno la consueta e sempre vivace rubrica “Lingua e Antilingua”, in cui Pier Giorgio Liverani ci guida attraverso la suggestione per la quale Amore e Vita, parole centrali del Convegno e, dunque, del Quaderno, sono forse considerate anti-parole: “parole dette per non dire quello che si ha paura di dire”. L’Antilingua – ci ricorda – “è tutt’altro che un gioco di parole o una tattica politica. È piuttosto un piano per demolire il castello dell’etica con tutte le sue torri. Il suo fine è la cancellazione delle parole-verità […], la confusione delle menti, l’abolizione di ogni norma morale, la piena realizzazione dell’autodeterminazione, costruire tante etiche ad personam, legalizzare il proprio comodo”. Crediamo che anche questo Quaderno sarà accolto con l’attenzione e la stima che hanno accolto finora le precedenti fatiche della produzione scientifica di Scienza & Vita. Siamo consapevoli che la scelta del tema e la trattazione che esce da queste pagine non si allineano con quel “pensiero unico” la cui dittatura oggi si manifesta in forme contemporaneamente subdole e anche palesi, quella dittatura contro la quale papa Francesco anche di recente4 ha invitato a vigilare: “Oggi si deve pensare così e se tu non pensi così, non sei moderno, non sei aperto o peggio. Anche oggi c’è la dittatura del pensiero unico e questa dittatura è la stessa di questa gente: prende le pietre per lapidare la libertà dei popoli, la libertà della gente, la libertà delle coscienze, il rapporto della gente con Dio”. È la dittatura del pensiero unico che si accanisce contro l’idea di famiglia, che ipotizza varie tipologie di famiglie, che considera indifferente la presenza della diversità sessuale nella relazione familiare.

Ma – come ha affermato di recente il card. Bagnasco nella prolusione all’Assemblea Generale dei Vescovi Italiani riuniti ad Assisi dal 10 al 13 novembre 2014 – “è irresponsabile indebolire la famiglia, creando nuove figure – seppure con distinguo pretestuosi che hanno l’unico scopo di confondere la gente e di essere una specie di cavallo di troia di classica memoria – per scalzare culturalmente e socialmente il nucleo portante della persona e dell’umano. L’amore non è solo sentimento […] è decisione; i figli non sono oggetti né da produrre né da pretendere o contendere, non sono a servizio dei desideri degli adulti: sono i soggetti più deboli e delicati, hanno diritto a un papà e a una mamma”5. Così ci sentiamo ancora più confortati ed incoraggiati nel cammino intrapreso e nell’impegno preso in occasione del Convegno del maggio scorso: assumere l’onere di contribuire – con strumenti idonei – alla chiarificazione nel dibattito pubblico del valore di un’antropologia basata sulla persona come essere-in-relazione e contemporaneamente alla formazione delle giovani generazioni, cui consegnare il messaggio di Amore e Vita come fondamenti sui quali poggiare un solido legame generativo.

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Rivista Liturgica

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| 15 gennaio 2015 | 0 Comments

Editoriale

Il 1o gennaio del 2013 è stato ricordato, sia pur in sordina, il terzo centenario della morte del cardinale Giuseppe Maria Tomasi (1649-1713), il santo patrono dei liturgisti («Ecclesiae lumen – Theatinorum honor – Siciliae decus»: questi i titoli nella medaglia commemorativa coniata in occasione della canonizzazione, il 12 ottobre 1986). La sua opera è ampiamente conosciuta. A lui si deve, in particolare, la prima edizione a stampa dei Sacramentari apparsa nel 1680. Dopo di lui saranno predisposte numerose altre edizioni e lo sviluppo della conoscenza delle fonti liturgiche diventerà sempre più ampio tanto da costituire una «pagina» essenziale all’interno del movimento liturgico e, di conseguenza, in ciò che esso ha poi prodotto in seguito alla Sacrosanctum Concilium.La riforma liturgica promossa dal Vaticano II è stata resa possibile soprattutto per aver avuto a disposizione una tale quantità di fonti da permettere di conoscere meglio la traditio Ecclesiae in re liturgica. Ne è scaturita la più grande riforma che la Chiesa abbia mai conosciuto in ordine alle forme del suo culto. In tempi recenti, in seguito al «motu proprio» Summorum Pontificum, il rapporto fra traditio et progressio ha assunto una dialettica piuttosto accesa, determinata più da elementi a priori che non da una corretta conoscenza della stessa traditio. L’aver poi collocato spesso tale dialettica in una così detta «ermeneutica della continuità» ha comportato prese di posizione che richiedono un più attento confronto con la storia e un più profondo rispetto per la stessa ermeneutica.

1. Un servizio alla storia e all’oggiNel contesto del culto è rischioso affermare: «Si è sempre fatto così». Parole simili in ordine all’ordo Missae denotano poca conoscenza della storia. E il discorso si potrebbe allargare a tutto ciò che costituisce il patrimonio di testi con cui lungo il tempo le varie Chiese si sono espresse nel pubblico culto.La conoscenza delle fonti passa ovviamente attraverso le loro pubblicazioni. Per questo è doveroso prendere atto di ciò che si è realizzato tra il XVII e il XX secolo. Da qui emerge come, ad esempio, la così detta «riforma tridentina», a cominciare dal Breviarium e dal Missale, si sia svolta con alacrità lavorando sui testi allora in uso e facendo alcune opportune modifiche, ma nulla più. Più rielaborato sarà il Rituale del 1614. La stessa cosa accadrà con gli altri libri liturgici oggi a disposizione nella collana «Monumenta Liturgica Concilii Tridentini» (LEV 1997-2005).Di fronte al bisogno di percorrere alcune pagine della storia sorgeva ovviamente il dubbio della scelta: quali privilegiare? Studi e ricerche hanno approfondito finora numerosi ambiti; si trattava pertanto di offrire alcuni elementi essenziali sia per tenere alta l’attenzione sulla storia, e sia per cogliere la portata di alcuni capitoli specifici che, ordinariamente, non vengono presi in considerazione.

2. Dagli studi qui raccoltialle novità delle «concordanze»Il presente fascicolo deve essere considerato come un ulteriore contributo a un ideale «manuale» sui libri liturgici. Più volte «Rivista Liturgica» si è interessata del tema sotto prospettive diversificate. Era però doveroso riprendere la tematica per rispondere a ulteriori attese. Tra i tanti contributi che caratterizzano le pagine che seguono ce ne sono due «recuperati» dall’oblio del tempo: la Praefatio al Codex sacramentorum nongentis annis vetustiores del Tomasi; e il testo di Michelini Tocci predisposto in occasione dell’edizione fotostatica del Sacramentario Gelasiano nel 1975. Mentre del primo offriamo la traduzione arricchita da una documentazione essenziale, del secondo è riprodotto il testo in seguito alla graditissima autorizzazione del Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana.Lo studio sui Lezionari al tempo dei Sacramentari Veronese, Gelasiano e Gregoriano sviluppa la serie dei contributi che toccano i libri per il canto, gli Ordines Romani, il contesto dei Padri della Chiesa – contemporanei e talvolta autori di testi dei Sacramentari –, per giungere all’oggi con uno sguardo sul senso teologico delle strutture architettoniche in rapporto alla celebrazione. Nel contesto di questo orizzonte si pone il completamento di una trilogia di Concordanze. Come già evidenziato nel recente passato, la collana «Veterum et Coaevorum Sapientia» (VCS, Libreria Ateneo Salesiano, Roma) ha accolto la Concordantia del Sacramentarium Gregorianum (VCS 7, 2012), quella del Sacramentarium Veronense (VCS 10, 2013), e finalmente quella del Sacramentarium Gelasianum (VCS 11, 2014). L’impegnativo lavoro si è concentrato nell’offrire un testo latino corretto per realizzare una Concordantia che fosse di aiuto sia per accostare meglio il Sacramentario e sia per offrire l’opportunità di confronti con la ricchezza eucologica presente nell’editio typica tertia del Missale Romanum.A questo punto lo studioso di letteratura cristiana antica, l’esperto di filologia, il ricercatore in teologia liturgica può predisporre dell’uso di strumenti che danno il quadro completo e omogeneo relativo alle fonti più importanti della tradizione occidentale. Quando poi sarà possibile predisporre la traduzione in lingua corrente di tutti e tre i Sacramentari allora il confronto con i contenuti della traditio risulterà ancora di più a portata di mano al di là del limite imposto dalla lingua latina. Il progetto è già in progress!

3. DUE APPROFONDIMENTI

I contributi delle due Note – come ben evidenziato nel Sommario – propongono tematiche diverse e pur complementari. Mai era stata offerta una «recensione» dei rotoli liturgici. Il censimento e la rispettiva bibliografia evidenziano una ricchezza di testi che va ben al di là dell’Exsultet, come solitamente si ritiene. E ci auguriamo che la pubblicazione di questa ricerca possa costituire un invito per scoprire nuovi «rotoli».Diversa, anche se propria del canto, è la riflessione attorno al ministero del cantore alle prese con il gregoriano. Il cammino che sta dinanzi consiste soprattutto nel cogliere la dimensione spirituale propria del «gregoriano»: una dimensione che riconduce, attraverso il canto, alla sorgente che l’ha ispirato, la parola di Dio. Educare a questa realtà implica considerare il gregoriano non come una pagina di archeologia, ma come un linguaggio che aiuta a interpretare e ad attualizzare il contenuto della Parola rivelata.

4. Nel ricordo di fedeli servitori della scienza liturgicaIl capitolo della storia comporta automaticamente il ricordo di chi ha lavorato a servizio della ricerca e della pastorale ecclesiale. Se il fascicolo di apre con i lavori di un grande precursore della scienza liturgica e di un ricercatore, le pagine si concludono con il ricordo di tre persone decedute in questo 2014; di una, in particolare, è tracciato il profilo.Venerdì 3 gennaio è passato alla casa del Padre Jean Evenou; le sue esequie sono state celebrate il 6 successivo, nella solennità dell’Epifania. Nato nel 1928 egli ha lavorato – tra l’altro – nel Centro di pastorale liturgica a Parigi dal 1975, e dieci anni dopo (dal 1985 al 2001) presso la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Il ricordo delle sue pubblicazioni e l’affabilità della sua persona, insieme all’acribia dei suoi interventi, costituiscono un prezioso patrimonio per chi ha saputo trarne esempio.L’11 febbraio si è conclusa l’esistenza terrena di mons. Iginio Rogger. Qui è ricordato per tutti i «meriti» che egli si è conquistato nel suo servizio alla scienza liturgica.Infine, il 16 agosto ha terminato il suo lungo percorso di vita Carlo Braga. Era nato il 1o gennaio 1927. La sua vita è legata essenzialmente alla riforma liturgica «piana» e in particolar modo a quella del Vaticano II.

5. Conoscere l’oggi attraverso il passatoCon un’adeguata conoscenza del passato è possibile cogliere più in profondità i valori dell’oggi. I contenuti che caratterizzano gli odierni libri liturgici sono spesso debitori del passato. Testi ripresi integralmente dai più antichi Sacramentari o rielaborati secondo un orizzonte di teologia liturgica che riflette la ricchezza del patrimonio della tradizione più recente: ecco il risultato di un eccezionale lavoro svolto dalla riforma liturgica e giunto ormai alla conclusione.Ed è proprio in questa prospettiva che è possibile ritenere l’attuale Missale come il più «tradizionale» che sia mai esistito; solo questa edizione, infatti, ha saputo raccogliere quello che di meglio e di più prezioso è stato elaborato in passato. Ma il depositum può ancora riservare ampie sorprese qualora si vogliano interpellare altre «pagine» racchiuse nelle fonti liturgiche.Resta ora il percorso altrettanto arduo: quello del rinnovamento liturgico attraverso la conoscenza specifica delle ricchezze racchiuse nei libri liturgici attuali; ricchezze che non sempre riescono a essere percepite a motivo del limite di una traduzione. Non è solo il testo in sé e la sua conoscenza diretta che permette di coglierne l’insieme della ricchezza, ma è il testo proclamato, cantato, ascoltato, accolto, fatto riecheggiare all’interno di una celebrazione… che plasma la vita di preghiera; il testo non è tanto un brano da leggere quanto un’occasione per celebrare il culto in Spirito e verità.

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