Riviste

Credere Oggi – (marzo-aprile 2016, volume 212, numero 2)

EDITORIALE

 

In dialogo per il futuro

della «casa comune»

Laudato si’, mi’ Signore,

per sora nostra matre Terra,

la quale ne sustenta et guberna,

et produce diversi fructi

con coloriti flori et herba.

 

«Riflessione gioiosa e drammatica insieme», l’enciclica Laudato

si’2 è stata accolta con notevole favore, suscitando interesse

anche al di fuori del mondo ecclesiale. Molti vi hanno trovato un

testo autorevole, innovativo e globale, uno stimolo a riconsiderare le

questioni ambientali. Non sono mancate, tuttavia, reazioni di sorpresa,

soprattutto in rapporto alla scelta di un tema quale l’ecologia – il cuore

dell’enciclica –, da alcuni giudicato inappropriato come oggetto di un

intervento magisteriale e teologico.

Questo fascicolo si confronta con le attese degli uni e degli altri,

nella convinzione che, da un lato, «nulla dell’ordine della creazione e

dell’umano è estraneo ed escluso dall’ordine della fede» (Compendio

della dottrina sociale della chiesa, 64); dall’altro, che non si possa più

parlare delle questioni connesse alla «cura della casa comune» senza

tener conto dei vasti orizzonti che l’enciclica dischiude, dei suoi approfondimenti

su temi specifici, insieme alla ripresa di nodi problematici

richiamati, anche se non risolti.

Fra i tratti distintivi della lettera enciclica se ne segnalano tre. In

primo luogo, il punto di partenza, vale a dire lo sguardo “mistico”

di papa Francesco: «Il mondo è qualcosa di più che un problema da

risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella

lode» (LS 12). Non a caso, il titolo dell’enciclica riprende l’incipit

del Cantico delle creature di san Francesco d’Assisi che nelle realtà

create coglieva un riflesso della bellezza, della bontà e della sapienza

del Creatore.

In secondo luogo, la lucidità con cui l’enciclica inquadra la crisi

ecologica, in tutta la sua gravità, ponendola in relazione con la crisi

antropologica, vale a dire con la responsabilità dell’uomo, chiamato da

Dio a «custodire e coltivare il giardino», ma trasformatosi ben presto

in un dominus irresponsabile e senza scrupoli.

Il terzo aspetto è la dimensione dialogica che connota l’intero documento:

«Di fronte al deterioramento globale – afferma papa Francesco

– mi propongo di entrare in dialogo con tutti riguardo alla nostra casa

comune» (LS 3). La chiesa non lascia mancare il proprio apporto, ma

riconosce che «su molte questioni concrete non ha motivo di proporre

una parola definitiva e capisce che deve ascoltare e promuovere un

dialogo onesto fra gli scienziati, rispettando la diversità di opinioni»

(LS 61).

Con questo fascicolo, la nostra rivista entra nel vivo del dibattito

suscitato da papa Francesco, secondo lo stile e le modalità consuete:

attenzione alle diverse prospettive attraverso le quali si possono affrontare

le questioni ecologiche, cogliendo i punti di vista più significativi

e stimolanti, nel rispetto della complessità e con lo scopo di fornire uno

strumento di lavoro, tanto autorevole quanto fruibile da tutti.

Nell’articolo di apertura, GIACOMO COSTA propone una riflessione

sulla Laudato si’, indicando nella dimensione pastorale la vera chiave

di lettura per comprendere l’enciclica, come dimostra anche la scelta

di papa Francesco di considerare i molteplici aspetti della vita nella

prospettiva dell’ecologia integrale.

PIER FRANCESCO GHETTI considera l’ecologia come scienza a sé,

nata nel contesto della cultura naturalistica dei secoli XVIII-XIX, ma

consolidatasi come «scienza degli ecosistemi» a partire dalla seconda

metà del secolo scorso.

Nell’articolo Ecologia umana: un intreccio di saperi, LEOPOLDO

SANDONÀ richiama l’attenzione sull’ecologia umana come crocevia di

diverse discipline. In particolare, l’autore offre una lettura «generativa»

della Laudato si’, alla luce cioè dei grandi principi indicati dall’enciclica

come via per realizzare un’autentica ecologia umana.

BRUNO BIGNAMI pone la «dialettica della cura» al cuore delle questioni

ecologiche. Nel suo studio – Un’etica per la cura della terra –

sono riprese e sviluppate alcune intuizioni della Laudato si’, soprattutto

laddove l’enciclica afferma che la salvaguardia del dono del creato

richiede non solo sforzi diretti al miglioramento del rapporto con l’ambiente,

ma anche un rinnovato impegno per la cura dell’umanità, dal

momento che le due realtà sono strettamente connesse tra loro.

Ecologia e sacro. Il significato religioso dell’ecologia propone una

riflessione di ALDO N. TERRIN sul rapporto tra due dimensioni fondamentali

dell’esperienza umana: il sacro e l’ecologia, chiamate al confronto

con una conoscenza tecnica che sembra ormai aver preso il sopravvento

sulle altre conoscenze. In ascolto del «grido della terra», sacro ed ecologia

indicano programmi di lavoro simili, in nome di una sympatheia universale

che accomuna tutti gli esseri in una visione «ecosistemica», secondo

una morale che invoca gratitudine e riverenza per ciò che ci circonda.

Di sicuro interesse il contributo di SIMONE MORANDINI: Ecoteologie:

una mappa essenziale, uno strumento per orientarsi nella

multiforme e a volte complessa riflessione ecoteologica degli ultimi anni.

Morandini segnala una pluralità di autori e di idee, al fine di cogliere

il mutamento di paradigma, cui è chiamata la teologia cristiana.

Nel delineare i tratti di un progetto di ecologia integrale, che includa

il rapporto con Dio, gli altri, la natura e se stessi, FELICE ACCROCCA

indica come riferimento Francesco d’Assisi, «l’esempio per eccellenza

della cura di ciò che è debole e di un’ecologia integrale vissuta con

gioia e autenticità» (LS 10). L’esperienza del Poverello è compresa a

partire dalla sorgente da cui tutto è scaturito: la relazione con il Dio

di Gesù Cristo.

Buone pratiche di cura della terra, è il contributo di MATTEO

MASCIA, una ricerca su ciò che può ridurre l’impatto delle nostre società

sull’ambiente naturale e le sue risorse. Lo studio presenta una rassegna

di esperienze incentrate sulla responsabilità sociale del consumatore, le

cui scelte individuano una delle leve attorno a cui costruire percorsi e

pratiche di cura della terra.

Nella DOCUMENTAZIONE, curata da GERMANO SCAGLIONI, è illustrata

un’originale iniziativa editoriale: The Earth Bible Project,

un contributo alla discussione sulla crisi ecologica, attraverso un nuovo

modo di accostare e interpretare i testi biblici: la «prospettiva della

terra».

L’ INVITO ALLA LETTURA, a cura di SIMONE MORANDINI, offre un

ampio repertorio bibliografico sui temi trattati. In queste pagine sono

indicate le opere di maggior interesse e utilità, affinché il lettore possa

avviare un proprio personale itinerario di ricerca.

Read More

Terrasanta_N.4_Luglio-Agosto_2015

CITTÀ SANTA DEI MUSEI
Ciò che Israele ha di più prezioso, la memoria e la storia del suo popolo, è conservato gelosamente a Gerusalemme

I pellegrini conoscono solo una faccia della Città Santa: quella «in esterno», fatta del sua, dei santuari, dello splendore dorato della Cupola della roccia. Pochi conoscono laltra città, quella «in interno»: i grandi musei di cui raccontiamo i segreti su questo numero

È un museo enciclopedico come il Louvre
di Parigi, il Museo dIsraele. La sua
«Gioconda» sono i rotoli di Qumran, i più
antichi manoscritti della Bibbia mai ritrovati. Lo Yad Vashem, il memoriale
dellOlocausto, è invece uno dei luoghi più
cari al popolo ebraico, creato per non
dimenticare le vittime della Shoah. Il Museo della Torre di Davide, vicino alla porta di Giaffa, accoglie il museo della storia di Gerusalemme. Mentre il Museo dei Paesi della Bibbia, celebra la storia itinerante del popolo dIsraele. E nel giugno del 2015 è stata posta la prima pietra del Terra Sancta Museum, Museo storico e archeologico della Custodia di Terra Santa.
I musei di Gerusalemme rappresentano anche un laboratorio di convivenza: «A volte osservo i visitatori racconta nel dossier Zach Granit, vice direttore del Museo dIsraele : religiosi e laici, ebrei e arabi, bambini e anziani, soldati e turisti.
Guardandoli divento ottimista rispetto al futuro: esiste un modo in cui possiamo vivere insieme».
Su questo numero di Terrasanta, un reportage che spiega come dalla Grecia i profughi siriani raggiungano lEuropa attraverso il corridoio dei Balcani.
Unintervista a Domenico Qurico, inviato della Stampa rapito nel 2013 in Siria e tenuto prigioniero per cinque mesi dai fondamentalisti islamici. Un servizio sui drusi che vivono in Israele e un reportage sul ghetto di Venezia di cui si celebrano nel 2016 i 500 anni di storia.

La rivista Terrasanta, edita dalla Fondazione Terra Santa, è stata fondata nel 1921 e offre uno sguardo sullattualità delle Chiese in Medio Oriente, sulle religioni e il dialogo in quella parte del mondo che per prima ha conosciuto lannuncio della Salvezza cristiana. Contenuti significativi sono quelli legati allarcheologia biblica e ai reportage di taglio sociale. Collaborano alla rivista tra i più accreditati esperti di questioni legate al Medio Oriente.

Read More

Concilium 03-2015: La globalizzazione e la chiesa dei poveri

Il discorso della “chiesa dei poveri” non è nuovo e ha una lunga storia alle spalle. Quello che rende apparentemente nuova l’attuale ripresa di Francesco è il fatto che nei decenni passati l’“opzione per i poveri” era stata oscurata, addomesticata e irregimentata. Gutiérrez non venne mai censurato ufficialmente, ma il Vaticano pubblicò l’Istruzione Libertatis nuntius su alcuni aspetti della “teologia della liberazione”, pressoché echeggiando le stesse accuse contro alcune correnti della teologia della liberazione. Altri suoi esponenti – Leonardo Boff, Pedro Casaldáliga, Tissa Balasuriya ecc. – subirono la medesima sorte. Ancora nel 2006, Jon Sobrino ricevette una Notificazione della Congregazione per la dottrina della fede proprio sul suo uso del concetto di “chiesa dei poveri” in Jesucristo liberador. Tuttavia, l’affermazione di Sobrino del primato dei poveri (e della chiesa dei poveri) non è diversa da ciò che papa Francesco oggi annuncia in Evangelii gaudium. In altre parole, senza trascurare l’importanza della fede apostolica, è l’esperienza di sofferenza dei poveri che rende le loro vite un luogo fondamentale per la chiesa per conoscere Gesù; è «il luogo ecclesiale della cristologia», per usare le parole della Notificazione della Congregazione per la dottrina della fede. Quello che in passato era “condannato” diviene ora centrale per il pensiero magisteriale; allo stesso modo, Gustavo Gutiérrez è già stato accolto in Vaticano e la causa di beatificazione di monsignor Oscar Romero, un tempo relegata ai margini, è attualmente ormai conclusa.

Read More

Luoghi dell’Infinito n.195 maggio 2015 – Expo: mondi svelati

Si intitola “Expo: mondi svelati” il primo speciale di “Luoghi dell’Infinito” dedicato alla grande esposizione internazionale. Il mensile di “Avvenire” – diretto da Marco Tarquinio e coordinato da Giovanni Gazzaneo – punta l’attenzione sul grande evento milanese, raccontandone i risvolti culturali, etici e religiosi. Ad accogliere il lettore è il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, che nel suo editoriale ricorda come solo attraverso dono e condivisione il cibo sa diventare davvero vita: “L’essere insieme è indispensabile alla vita quanto le proteine e calorie che alimentano il corpo. Inoltre nutrirsi, per gli esseri umani, è legato alla convivialità e all’ospitalità, aspetti costitutivi della comunità umana e, prima ancora, alla bontà, alla solidità e all’equilibrio delle relazioni primarie. Si comprende bene, allora, che il “pasto comune” – come, d’altra parte, il “digiuno” – siano qualcosa di prezioso e proprio di tutte le esperienze religiose. Essi esprimono, da una parte, la convivialità e l’ospitalità per così dire in modo orizzontale e diventano simbolo efficace della condivisione col divino”.

Il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura, spiega poi, con un duplice viaggio attraverso il significato del cibo e del digiuno nella Bibbia, i motivi e il senso della presenza della Chiesa nei sei mesi dell’evento, “testimoniando – scrive – la volontà di partecipare ai dibattiti sulle questioni cruciali come quelle della custodia del creato e della disponibilità universale delle risorse del nostro pianeta. L’impostazione del padiglione della Santa Sede sarà, perciò, squisitamente ideale e sociale, fondata sul rilievo simbolico del nutrire e sulla dimensione antropologica e teologica del tema. Siamo, dunque, sulla scia del messaggio costante di papa Francesco che ribadisce spesso, come ha fatto nel Messaggio per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione del 2013, che «la sfida della fame e della malnutrizione non ha solo una dimensione economica o scientifica (…) ma ha anche e soprattutto una dimensione etica e antropologica»”.

Parlare di cibo significa però anche guardare in faccia al dramma della fame, che per il missionario Piero Gheddo (il cui testo anticipiamo in parte in questa pagina) resta la vera grande domanda. Tra gli altri spunti dello speciale c’è anche la dimensione architettonica di Expo: se Maria Antonietta Crippa racconta come la storia delle Esposizioni universali abbia coinciso con una sperimentazione che ha investito la dimensione urbana e l’immaginario degli abitanti, Leonardo Servadio ci conduce attraverso i padiglioni più scenografici di questa edizione. Expo 2015, infine, vuol dire Milano: ecco il servizio di Alessandro Gandolfi su una città che ha fondato la propria fortuna sull’acqua, e l’antologia a cura di Roberto Mussapi di poeti contemporanei che hanno cantato la metropoli “piantata” nel mezzo della pianura.

 

www.luoghidellinfinito.it

Read More

Luoghi dell’Infinito n.196 giugno 2015 – L’arte della tavola

Come in una sorta di seguito dello speciale dedicato a Expo “Mondi svelati”, “Luoghi dell’Infinito” – il mensile di “Avvenire” diretto da Marco Tarquinio e coordinato da Giovanni Gazzaneo – allarga la riflessione su “l’arte della tavola”. È dunque la dimensione culturale e spirituale del cibo al centro di questa monografia.

Pierangelo Sequeri nel suo editoriale riflette sulla convivialità come una necessità dell’uomo, che però la cultura estetizzante del cibo sta depauperando dei valori più profondi: «La convivialità trasforma il cibo che ci passiamo affettuosamente l’un l’altro nel simbolo di un nutrimento reciproco. Fa riaffiorare in noi il gesto con il quale siamo stati accolti nella vita. E fa rivivere il desiderio di trattenerci in essa, conquistandoci l’ospitalità dell’amore». Enzo Bianchi affronta invece un viaggio nella Bibbia, ricca di riferimenti al cibo e all’atto di mangiare. Il priore di Bose sottolinea la libertà concessa da Dio nell’alimentazione e nell’uso della natura, sia subordinata a un patto: «Dio fa dunque questo dono di creature buone e salutari, un dono che certo chiede all’uomo responsabilità, consapevolezza di ciò che mangia, rispetto per il cibo e condivisione, perché tutte le creature sono destinate a tutta l’umanità, non ad alcuni privilegiati o rapinatori». Puro e impuro sono interpretazioni proiettate dall’uomo sul cibo e quindi sulle persone: separazioni che Gesù, amante della tavola, cancella per sempre. Due ampi servizi di Franco Cardini esplorano ambiti che hanno tra loro diversi punti di contatto: la lenta presa di coscienza dei gusti “degli altri”, ossia l’incontro, spesso choccante, con le tradizioni legate all’alimentazione delle civiltà non occidentali, e il legame tra cibo e monoteismi: i riti, le consuetudini, i tabù alimentari, le ricette e le tavole imbandite.

In apertura della sezione dello speciale dedicata alle arti, Timothy Verdon offre un’ampia panoramica sull’iconografia dell’Ultima Cena, con una particolare lettura della sua funzione in ambito liturgico. Antonio Paolucci analizza la prima “natura morta” della storia: un magnifico mosaico pavimentale in cui un artista greco ha rappresentato a grandezza naturale i resti di un banchetto. Un’opera tra illusionismo spettacolare e melanconica riflessione sul fuggire della vita. Le fotografie di Pepi Merisio sull’Italia del convivio offrono il destro a Ulderico Bernardi per un’analisi di come il boom economico abbia rivoluzionato le abitudini alimentari degli italiani, cancellando la fame atavica, ma scardinando anche il tempo della famiglia attorno alla tavola. Sono invece le nature morte alla fiamminga scattate da Mauro Davoli il corredo di immagini dell’antologia poetica, da Omero a Derek Walcott, curata da Roberto Mussapi. Alessandro Zaccuri, infine, racconta come attorno al cibo e ai suoi significati ruotino grandi capolavori del cinema.

Mantiene un cuore milanese anche la sezione Arti&Itinerari. Elena Pontiggia racconta le meraviglie della mostra a Palazzo Reale dedicata al tempo dei Visconti, quando la città divenne una delle capitali del gotico internazionale. Il numero si chiude con un ampio servizio sulla cintura di abbazie sorte attorno a Milano tra XI e XIII secolo. Complessi che attraverso l’ora et labora fecero di questo di questo territorio uno dei più fertili, spiritualmente e fisicamente, d’Europa.

 

www.luoghidellinfinito.it

Read More

Asprenas nn. 3-4/2013

«La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano

con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da lui sono liberati dal peccato,

dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre

nasce e rinasce la gioia. In questa Esortazione desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani,

per invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e

indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni.

Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice e opprimente offerta

di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo

e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata. Quando

la vita interiore si chiude nei propri interessi non vi è più spazio per gli altri,

non entrano più i poveri, non si ascolta più la voce di Dio, non si gode più della

dolce gioia del suo amore, non palpita l’entusiasmo di fare il bene. Anche i credenti

corrono questo rischio, certo e permanente. Molti vi cadono e si trasformano

in persone risentite, scontente, senza vita. Questa non è la scelta di una vita

degna e piena, questo non è il desiderio di Dio per noi, questa non è la vita

nello Spirito che sgorga dal cuore di Cristo risorto» (FRANCESCO, Esortazione

apostolica Evangelii gaudium [24-11-2013], nn. 1-2).

Il papa venuto dalla fine del mondo ha invitato ogni cristiano, in qualsiasi

luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale

con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare

da lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c’è motivo per cui

qualcuno possa pensare che quest’invito non è per lui, perché nessuno è escluso

dalla gioia portata dal Signore. «Chi rischia, il Signore non lo delude, e

quando qualcuno fa un piccolo passo verso Gesù, scopre che lui già as pettava

il suo arrivo a braccia aperte. Questo è il momento per dire a Gesù

Cristo: “Signore, mi sono lasciato ingannare, in mille maniere sono fuggito

dal tuo amore, però sono qui un’altra volta per rinnovare la mia alleanza

con te. Ho bisogno di te. Riscattami di nuovo Signore, accettami ancora una

volta fra le tue braccia redentrici”. Ci fa tanto bene tornare a lui quando ci

siamo perduti! Insisto ancora una volta: Dio non si stanca mai di perdonare,

siamo noi che ci stanchiamo di chiedere la sua misericordia» (Evangelii

gaudium 3).

Consapevoli di questa prospettiva missionaria che papa Francesco cerca

in ogni modo di far entrare nel cuore dei fedeli e delle comunità cristiane,

sorprendendoci continuamente con frasi e immagini abbastanza semplici,

alla portata di tutti – come, ad esempio, il pensare alla chiesa quale “un

ospedale da campo” –, la nostra Rivista riflette in questo numero doppio che

completa l’annata 2013 su Lumen gentium 8b (Il subsistit in e le sue interpretazioni),

grazie allo studio di Nicola BUFFOLANO. Proviamo, poi, a rileggere

la figura di Giuda così come è presentato nel Vangelo di Matteo:

(Antonio LANDI, Giuda, uno dei Dodici).

L’attenzione ai poveri, alla giustizia, a un’economia ispirata ai valori

del Vangelo – argomento tanto caro a papa Francesco –, è presente nella nota

critica di Nicola ROTUNDO su Economia e teologia in Lonergan, mentre

Antonio ASCIONE pone a confronto il pensiero dialogico di alcuni grandi autori

del Novecento (tra cui Ebner, Buber, Rosenzweig) con la teologia. Dello

stesso autore segnaliamo una panoramica sul Congresso dell’Associazione

Europea per la Teologia Cattolica.

Su alcune recenti pubblicazioni intervengono Pierluigi CACCIAPUOTI

con Evoluzione e teologia e Sara Anna IANNIELLO con La via di Duns Scoto

tra filosofia e teologia.

L’attenzione all’uomo e alla sua dimensione religiosa e simbolica è proposta

da Francesco CELESTINO a proposito degli studi di Julien Ries, al quale

è stato dedicato, recentemente, un Seminario internazionale. La “liturgia

come luogo educativo” è la sintesi – riportata da Giuseppe FALANGA –

del Convegno che si è svolto a Roma in occasione del cinquantesimo della

Sacrosanctum Concilium e del quarto decennale dell’Ufficio Liturgico Nazionale.

Interessante la rassegna sui matrimoni misti di Michele GIUSTINIANO,

tema di grande attualità, e i nuovi orizzonti antropologici e i diritti della famiglia

sui quali si è dibattuto nell’ultima Assemblea plenaria del Pontificio

Consiglio per la Famiglia (con il resoconto di chi scrive).

EDOARDO SCOGNAMIGLIO

Read More

Lateranum n. 3/2014 settembre dicembre 2014, numero 3

Articoli

 

Robert Dodaro, Augustine on enjoying one’s neighbor: uti-frui once again

 

Bartolomeo Pirone, Crocifissione e morte di Gesù nell’Islàm

 

Rodoljub S. Kubat, Allegoresis as a method of demythologization

 

Gianluigi Pasquale, L’interrogativo teologico posto alla storia dal concetto di “periodo assiale” in Karl Jaspers

 

Miguel de Salis, La ricezione postconciliare della Lumen gen­tium: piste per superare l’impasse

 

Paolo Selvadagi, Missione, dialogo e intercultura nel contesto italiano

 

Lubomir Zak, Interpretazioni evangelicali del Vaticano II. Nota su una recente pubblicazione

Read More

Servizio della Parola – n. 466

RUBRICA

Per comunicare meglio

18. I preti scrivono… ma sanno comunicare?/4 (Roberto Laurita)

 

DOSSIER

Le nostre grandi parole

53 Assemblea

1. Assemblea: Il concetto nel linguaggio e nella comprensione corrente (Valeria Boldini)

2. Il sottofondo scritturistico dell’uso neotestamentariodel termine “assemblea” (Flavio Dalla Vecchia)

3. Il senso teologico e l’esperienza di ritrovarsi in assemblea celebrante (Silvano Sirboni)

4. Assemblea: indicazioni per la predicazione (Chino Biscontin)

5. Assemblea: breve antologia di testi(Benedettine del Monastero «Mater Ecclesiae»)

SUSSIDIO

Verso la Prima Comunione. Un itinerario per i ragazzinelle domeniche del Tempo pasquale (Roberto Laurita)

 

PREPARARE LA MESSA

Dalla domenica di Pasqua alla solennità di Pentecoste

Domenica di Pasqua (Francesco Bargellini, Martino Della Bianca)

2ª domenica di Pasqua (Francesco Bargellini, Martino Della Bianca)

3ª domenica di Pasqua (Francesco Bargellini, Martino Della Bianca)

4ª domenica di Pasqua (Francesco Bargellini, Martino Della Bianca)

5ª domenica di Pasqua (Francesco Bargellini, Martino Della Bianca)

6ª domenica di Pasqua (Francesco Bargellini, Martino Della Bianca)

Ascensione del Signore (Francesco Bargellini, Roberto Laurita)

Solennità di Pentecoste (Francesco Bargellini, Roberto Laurita)

Read More

Il Buon uso del tempo nella vita spirituale

Che cosè la vita spirituale? È qualcosa che riguarda solo la dimensione interiore, il luogo nascosto in noi, lo spazio della verità oppure investe la complessità della vita a partire dalle esperienze più quotidiane e concrete? Quali forme e quali percorsi assume?

Queste sono solo alcune delle tante domande che possono sorgere quando ci si imbatte o ci si inoltra in questo vasto orizzonte. La stessa espressione «vita spirituale» è molto ampia e può essere usata con diverse accezioni, sino a giungere alla rarefazione, pericolo forse inevitabile poiché questa dimensione della vita riguarda ogni uomo nel momento in cui si pone alcune domande fondamentali e nel momento in cui scende in profondità.

A partire dalla loro esperienza di monaci, gli autori evitano di identificare con troppa facilità vita spirituale e vita monastica. Il monastero favorisce certamente la «vita secondo lo Spirito» come struttura, modello, forma, ma non la garantisce se non cè la scelta quotidiana di lasciarsi guidare dallo Spirito nei cammini che formano luomo interiore.

Read More

Religione e identità concorrenti: dilemmi e traiettorie di pace

I conflitti cosiddetti religiosi sono caratterizzati dalla complessità e vanno inquadrati nei loro contesti sociali, politici e culturali, nei quali vi sono identità concorrenti sulla base dell’appartenenza etnica, della lingua, della religione, della storia, delle sub-nazionalità e così via. La religione è un importante marcatore d’identità e, fra l’altro, fornisce simboli, miti e forza emotiva ai conflitti, che vengono strumentalizzati da interessi personali. Essa è impigliata nel dilemma tra lotta e vocazione alla pace. Per diventare veramente costruttrici di pace, le religioni devono tenere conto della natura fluida e porosa di ogni identità (comprese le identità religiose), coltivare un senso di identità a più livelli nella vita degli individui e delle comunità, partecipare a iniziative della società civile e dei movimenti sociali, promuovere equità e giustizia, e contribuire a sanare la memoria e a riscrivere la storia. Tutto ciò richiede una nuova prassi educativa da parte delle religioni.

Keywords: Identità, Religione, Pace

Read More